Ultimi Aggiornamenti degli Eventi

Mephisto (Klaus Mann)

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Una vita dedicata alla gloria,
segnata da una sordida storia
Un teatro impegnato
uno stipendio pagato.

Le lezioni di ballo
di una principessa selviaggia
ma a poco a poco appare la razza,

Il mio impegno ha cambiato divisa
quel che penso è solo una scusa
per sentire il mio ego salire
e far parte delle divine sfere.

Il potere e la gloria sognavo,
ho rinnegato un credo passato,
ho viaggiato tra cadaveri stanchi,
mi sono portato sulla vetta più alta
ma la vertigine del salto
e l’amaro tradimento
non attutiscono il mio schianto

 

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Sosta

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Ferma al semaforo
una macchina si affretta
aspetta una spinta
e una villa in affitto.
Oscuro è il suo sguardo
con la mascella è serrata
aspetta il ritorno
di una vita passata.
Negando l’evidenza
in un inconsistente respiro
di una scintilla negata
all’imminente destino.
La macchina riparte
qualcosa lascerà
uno squillo distante
che però non sentirà,
in uno sguardo assente
tra bisogno e libertà

Persi nel presente

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Un vecchio albergo
Tra corridoi deserti
E camere che si affacciano
Su vecchie solitudini.
Quell’ascensore
chiassà Dove porterà
Schiacciò un bottone
Poi segno della croce.
Non so chi sei
Ma il tuo viso mi somiglia
Mi accudirai poi te ne andrai.
Io resterò tra persone sconosciute.
Questa è casa mia
Ma qualcosa non mi torna
Come sono finita qui?

Lo sai cosa farò:
Io ripeterò
Ti parlerò
Ti ricorderò
Poi scorsero che che c’eri.
Il presente non mi appartiene
Quella bandiera il mio solo appiglio
Poi qualcuno ritorna
E la mente si calma
Lo sai cosa farò:
Io ripeterò
Ti parlerò
Ti ricorderò
Poi scorsero che che c’eri

La coscienza di Zeno (Italo Svevo)

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Valuto momento per momento
le ragioni del mio patimento,
un male silenzioso ristagna
e lo psicanalista lo passa in rassegna.

La mia vita i miei affanni
e le sigarette fumate negli anni.
I miei amori mal corrisposti,
e il mio matrimonio nato senza amore,
che mi procurò uno strano malore.
la mia indolenza malcelata
ha portato ad affari mai decollati.
Il suicidio del cognato
porta in un terreno inesplorato
e all’addio di quella sorella amata.

Fino ad adesso sono stato a raccontare
la mia vita ad un terapista
che adesso cancello dalla lista,
e spero proprio di non dover rivedere.

Speranza

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Arriva sorridendo
Il suo mondo sta crollando
Nella scia della sua vita
C’è qualcosa che la insidia.

Passeggiando per la strada
Lavorando tra la gente
C’è qualcosa che sorprende
Qualcosa le sta a accanto.

Cos’è che la sorveglia?
Cos’è che la attanaglia?
Che la notte non da respiro?
E di giorno si porta in giro?

Di giorno dal dottore
Poco dopo in ospedale
Forse cerca di curarsi
Forse cerca di salvarsi.

Quand’è arrivato?
Chi l’ha cercato?
Qualcuno lo aspettava
Ma nessuno se lo aspetta mai.

È la forza che respira
Si insinua dentro e non si arrende
A chi è fuori lo sorprende
Guarda sorridi e poi va via

Umiliati e offesi (Fëdor Dostoevskij )

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Un uomo ed un cane
uniti nella vita,
la morte li ha presi,
in un solo respiro,
incrociando l’esistenza
di uno scrittore emergente.

La loro casa è ora sua,
ma la nipote del vecchio
inconsapevole del fatto,
lo era andata a  trovare,
ma trovando un estraneo
è voluta scappare.

l’unico amore dello scrittore
è andata via col figlio sciocco
di un infido e nobile signore.
La giovane si strugge
tra romantici tormenti
e gioiosi sentimenti.

Il giovane ingenuo e poco costante,
lo hanno presentato ad una sposa ufficiale,
ma lui con un’insospettabile coraggio,
confessa l’altro amorea cui era legato.

La giovane nipote ha perso la madre
e fa la serva ad una spietata comare.
Come un amico di famiglia
lo scrittore l’aiuta,
ma per la sua malattia,
si può solo accudirla.
Per una breve vita di stenti
ha covato il rancore
verso l’infido signore
che non ha esitato
ad evitare i doveri

 

L’idelista

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Le facce dietro agli angoli
I gesti, le persone,
Sempre in mezzo alle parole.
Piazze troppo affollate
Sempre rare le salite
Troppo poche le discese,
e la voce al telefono va

Sei troppo idealista
Poco ottimista
Ti manca la vista

Non so se mi senti
Certo non mi ascolti,
Ma sei sempre lì
Ordinato e perfetto
Un accenno di rossetto,
Lo sento da qui,
Col telefono che esplode
Ad ogni tua simulazione
E il tuo senso della reltà

Sei troppo idealista
Poco ottimista
Ti manca la vista