I MISERABILI (Victor Hugo)

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Potatore era il mio mestiere,
Faverolle era il mio paese,
non ho ecceduto nel mangiare o il bere,
mia sorella e miei nipoti dovevo nutrire.
Per sfamarci ho dovuto rubare,
la famiglia ho dovuto abbandonare.
Il rancore l’anima ha invaso
ma un prelato mi ha salvato,
i suoi candelabri mi ha regalato
e al suo sguardo mi sono inchinato.

Quanti nomi ho mai avuto
con quante maschere ho vissuto
per riuscire a rimaner qui.
Sono stato un ladro,
un brigante,
un uomo elegante.
Adesso aiuto senza avere
guardo il mondo con il mio tacere.

un giorno Cosette capirà
che l’ho amata senza riserve
dandole solo ciò che serve,
senza dirle mai la verità.

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